CLICK!

Rubo il sole di oggi
e lo fermo con la pellicola.
Click!
E' mio il tempo,
il vento nei capelli,
l'odore di un rettangolo di mare
e l'amore del tuo eterno sorriso.

(1978)


NAPOLI

Il lungomare
accoglie
la mia gente
e il colera
che ci accompagna.
Un mozzicone
di Napoli
gioca a lavorare
attraversando di corsa,
con il vassoio del bar
in equilibrio sulla mano,
via Partenope.
Quando
non ho niente da fare,
vado a Santa Lucia,
salgo sul monumento
del Generale Diaz e...
...nessuno mi dice niente.

(1977)


SOLO PER LA VIA

Solo,
solo per la via
con la mia ombra che fugge.
Eccola, sparisce,
riappare a lato, dietro,
mi gira intorno.
Rado, il transito di un veicolo
lascia una lingua di luce
che svanisce.
Una goccia scivola
dalla muschiosa grondaia
e segna il tempo
dei miei passi.
Due smeraldi mi seguono:
un gatto innamorato?
Chissą...
Resto ancora solo
nel buio silenzio.

(1965)


NATALE

Corri cometa corri
lungo la strada
di bocce colorate
che accolgono
e deformano
le smorfie dei bambini.
La tua coda
č zucchero filato,
dolce carezza
ai graffi di un anno.
Corri cometa corri,
taglia il cordame
e libera gli abeti,
ammassati,
schiavi
del nostro egoismo.

(1971)


VIA NICCOLO' PICCINNI
(Vomero - Napoli)

Vino sul marciapiede,
pezzo di pane smollicato
in bocca;
il muratore di via Piccinni
si comunica quotidianamente
e senza prete,
tra le dodici e le dodici e trenta.

(1971)


CONSTATAZIONE

Fortunato
sia sempre
il fachiro
che sa giacere
sulla distesa di chiodi.
Non resisto
nemmeno un istante
ad assaporare
quello che spunta dalla vita.

(1973)


SOGNO

Sono salito
fino in cielo
a mungere
le punte
di una stella
per darti
un bicchiere di luce.
Ho visto
i tuoi occhi
illuminarsi...
...e dopo
hai bevuto
tutto d'un fiato
lasciandomi
al buio.

(1978)


PULCINELLA '80

Chiudo le imposte
e lascio fuori
il rigurgito di Napoli
e i suoi veleni.
Quando mi giro,
vedo la tua figura
sparire nella cucina.
Non parli
e quella centrale elettrica
sputa fumo e rumore
strozzando il mio richiamo.
Nostro figlio
calpesta Pulcinella,
vuole il casco d'astronauta.
I piatti di carta
sul tavolo,
battono l'ora di cena.
Pulcinella
guarda dal pavimento
i nostri occhi stanchi
che cercano d'infilare
un po' d'amore
nella cruna di un ago,
cappio di questi giorni.

(1980)


CONTRORA

Con il sole
che incenerisce
ogni pensiero
e l'ombra ridotta
ad una palla
sotto ai miei zoccoli,
chiedo alle lucertole
se sono le due.
Gli occhiali, che sudano
con me, cercano le palme
di Miami Beach
ma trovano il deserto
di una domenica d'estate in cittą;
e l'aria che non c'č.
Vedo me stesso
nei vetri riflesso,
la lucertola
piatta sul tufo
e pił in alto
un'imposta spalancata
che versa in istrada
l'odore
del buon ragł.

(1980)


BEFANA A NAPOLI

Nelle calze
della cittą c'č di tutto e fuoriesce
la miseria che
vende tre pezzi
a mille lire.
Tra le gomitate,
i canti e le spinte,
gli scatoloni
dei giocattoli
viaggiano al ritmo
dei torroni
e la gente inciampa, distratta,
nel carbone.
Il paese dei balocchi
vive l'attimo
del fiammifero.
Domani, nel silenzio di Hiroshima,
gli scheletri
delle bancarelle tra le carte sospinte dal vento
saluteranno
un nuovo giorno.

(1981)


REMIGIA E REMIGIA

Lungo l'asfalto
il bianco e il rosa
avanzano
sotto il peso
dello zaino di quest'anno.
Remigia e Remigia non sanno
di entrare nel carcere della vita...
Ed io, complice,
le spingo
tra le sbarre
dei libri, dei quaderni
e di quei compiti
che ancora
non ho finito di fare.

(1990)


PASSEGGIATA

Noi quattro per Roma
e non riusciamo pił
ad entrare in una FIAT cinquecento
e ridere.
Perché il tempo non capisce?
E' riuscito
ad ingrassare i nostri corpi,
a infarinare i capelli
e la barba,
a porre ostacoli
tra gli occhi di sempre
e la pagina
del giornale di oggi...

Piazza di Spagna
offre scalini e fontana
immutati
e ci guarda.
Noi nel silenzio
di gente comune,
noi che beviamo
l'immortalitą del luogo
e taciamo l'angoscia
per la pochezza
a noi riservata.
Chiediamo al tempo
almeno di capire...
e il grido
spaventa
i colombi...

(1993)